LA STORIA DELL’ABITO DA SPOSA

L’abito da sposa da sempre simbolo di tradizione, sogno di tutte le fanciulle, ha avuto innumerevoli trasformazioni durante il corso dei secoli. Un abito unico e importante legato all’epoca e all’ambiente in cui si utilizza. Il bianco non è sempre stato il suo colore, perché la tradizione si afferma solo nell’800, anche se solo durante gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso ci sarà la sua definitiva consacrazione.

Nel corso della storia, si sono indossati tanti modelli legati spesso a tradizioni e credenze. Le donne egizie indossavano una gonna lunga e una sopraveste trasparente, mentre le donne dell’antica Grecia, una semplice veste lunga di lino bianco simbolo di purezza. Anche le spose romane indossavano tuniche bianche, dono dei genitori. I capelli erano raccolti in sei trecce decorate con gigli, rosmarino e mirto, mentre il velo era color zafferano.

In Inghilterra nel ‘300 le spose indossavano ricchi abiti segno del cambiamento dei tempi e spesso avevano una sorta di bouquet composto da rametti di rosmarino simbolo di fedeltà e amore. Durante il corso del Medioevo il rosso diventa il colore predominante, simbolo dell’amore ardente, l’abito è  spesso realizzato con stoffe pregiate come velluti, broccati e damaschi.

Il primo abito da sposa bianco documentato dalle cronache del tempo fu quello della principessa Filippa, figlia di Enrico IV d’Inghilterra, andata in sposa ad Erik di Danimarca nel 1406.

Nel Rinascimento la moda diventa fastosa e opulenta, disegni floreali ornavano meravigliosi vestiti di velluto, spesso dai colori accesi. I fiori infatti, da sempre simbolo di amore, fedeltà e fecondità accompagnano le spose sia negli abiti come nelle acconciature. Inizia anche la moda dello strascico, che rimane a tutt’oggi un elemento essenziale per la maggior parte degli abiti da sposa.

Nel ‘600 la controriforma impone forme più semplici e severe, spesso gli abiti sono neri ravvivati solo dalla gorgiera, un enorme colletto bianco a pieghe, ma nel XVIII secolo i cambiamenti sociali portano a radicali cambiamenti e anche l’abito da sposa diventa elegante e ricercato.

 Durante l’epoca napoleonica Giuseppina Bonaparte lancia la moda dell’abito stile impero, con il bustino a vita alta da cui scende una lunga e morbida gonna, ma sarà la regina Vittoria d’Inghilterra che imporrà in maniera determinante l’uso del vestito bianco come abito nuziale. Il suo era ricamato con fiori d’arancio e aveva uno strascico lunghissimo, come vuole la tradizione per le spose reali. Sui capelli gli stessi fiori del vestito mescolati con diamanti e un velo con ricamo di Honiton.

Durante la metà del XIX secolo il bianco assume un significato ancora più determinante perché, riconoscendo la Chiesa Cattolica il dogma dell’Immacolata Concezione, il bianco divenne sempre più simbolo di purezza, ma non è ancora il colore definitivo come l’intendiamo ai nostri giorni. Infatti durante tutto l’800 e anche i primi anni del ‘900 le spose seguono spesso la moda degli abiti da sera e quindi anche i colori possono variare. Comincia anche a diffondersi il velo, in un primo momento sostenuto da ghirlande e spilloni, poi da fiori d’arancio, che divennero il simbolo per eccellenza del matrimonio.

 Una grande rivoluzione segnerà gli anni ’20 del ‘900, le gonne si accorciano come anche i capelli, non permettendo più pettinature elaborate, dando modo così alle modiste di lanciare la moda dei turbanti e delle fasce spesso riccamente  ornate con piume, ricami e gioielli.

Dagli anni ’30 ad oggi l’abito da sposa ha seguito i mutamenti sociali della nostra epoca, ampi nelle sottane con la vita stretta negli anni ’50, bizzarri e fantasiosi negli anni ’70, eleganti e raffinati ai giorni nostri. Il colore bianco ha lasciato il posto anche a incantevoli sfumature di beige e color champagne, il colore tipico della seta.

Quando arriva infine il gran giorno quell’emozione coltivata da tempo si materializza, il sogno di ogni bambina è diventato finalmente realtà!


Gabriella Puleo

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